Die „Capitula de expeditione Corsicana“ Lothars I. vom Februar 825 : Überlieferung, historischer Kontext, Textrekonstruktion und Rechtsinhalt

Esders, Stefan GND

Il presente contributo analizza il capitolare emesso dall’imperatore Lotario I nella sua seconda visita in Italia, in occasione della quale procedette al reclutamento dell’esercito per una spedizione militare in Corsica. Dopo le analisi circa la tradizione del testo e la sua datazione (febbraio 825), viene indagata l’importanza della Corsica quale oggetto di ripetuti attacchi da parte dei Saraceni di Spagna e Nord Africa per ottenerne bottino, schiavi, nonché come base per incursioni sulla terraferma. L’emanazione del capitolare deve essere inserito all’interno di una serie di contemporanee relazioni diplomatiche intessute tra Costantinopoli, Bagdad, Roma e Aquisgrana in quel torno di anni. Il capitolare si rivolge in particolare ai conti di Toscana subordinati a Bonifacio II, conte di Lucca, il quale era stato incaricato come „praefectus Corsicae“ di proteggere l’isola e le coste della „Tuscia“. La parte centrale del contributo riguarda la ricostruzione del testo, che si presenta corrotto, e il commento delle decisioni emanate, con particolare attenzione al reclutamento dell’esercito da parte di vassalli regi e non e da parte degli uomini liberi. Lotario poté allora contare su uomini di grande esperienza come Wala; nelle sue disposizioni, egli adattò modelli longobardi e franchi che basavano il reclutamento sulla ricchezza e sulla proprietà (benefici, aggregazioni consortili di „liberi homines“), mentre concesse esenzioni, privilegiando alcuni amministratori di beni fiscali („gastaldi“) al servizio della corte, insieme ai loro vassalli. Sulla base delle misure adottate da Lotario poco dopo l’emanazione di questo capitolare per impedire il sottrarsi al reclutamento nell’esercito, viene infine esaminata l’efficacia di questo capitolare.

This study investigates a capitulary issued by Emperor Lothar I on the occasion of his second visit to Italy with a view to recruiting troops for an expedition to the island of Corsica. Following an analysis of the text’s manuscript tradition and its date (February 825), it considers the importance of Corsica, which was repeatedly attacked by Saracens from Spain and North Africa for plunder and enslavement and used as a base for incursions into the mainland in the ninth century. The capitulary’s publication should be seen against the backdrop of diplomatic contacts between Constantinople, Baghdad, Rome and Aachen at the time. It specifically addressed the counts of Tuscany subordinated to Boniface II, count of Lucca, who as prefect of Corsica was in charge of protecting the island and the coasts of the mainland. The main body of the article attempts to reconstruct the corrupted text of the capitulary and comments upon the provisions regulating the recruitment of the army from royal and other vassals and from freemen. On the advice of experienced men of the time such as Wala, Lothar adapted Lombard and Frankish models in the legal framework, basing recruitment on wealth and property (benefices, consortia of „liberi homines“), whilst the exemptions mainly favoured the administrators of crown estates („gastaldi“) in service at the court, along with their vassals. Finally, the effectiveness of the capitulary is examined, starting from the measures taken by Lothar shortly afterwards against practices to circumvent recruitment.

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